Scoperti due batteri intestinali che causano stitichezza cronica

Nuove scoperte sulla stitichezza cronica

La stitichezza cronica non è sempre il risultato di un intestino inattivo. Un’indagine condotta dai ricercatori della Nagoya University ha messo in luce due batteri intestinali che, agendo in sinergia, degradano la mucina, una sostanza fondamentale per la salute intestinale. La ricerca, pubblicata sulla rivista Gut Microbes, offre nuove spiegazioni sul perché i lassativi tradizionali non funzionino in molti casi di stitichezza cronica idiopatica e nei pazienti affetti da Parkinson.

Il ruolo della mucina e dei batteri

La mucina, una sostanza gelatinosa che riveste la parete intestinale, è essenziale per mantenere le feci idratate e facilitare il loro passaggio. Lo studio ha identificato due specie batteriche chiave: Bacteroides thetaiotaomicron, che produce un enzima chiamato sulfatasi, e Akkermansia muciniphila, che degrada la mucina una volta che questa è stata “scoperta” dall’enzima. Questo meccanismo spiega la secchezza delle feci e suggerisce che le terapie dovrebbero concentrarsi sulla protezione della mucina piuttosto che sulla sola stimolazione dell’intestino.

Inoltre, la ricerca ha rivelato che i pazienti con Parkinson presentano livelli elevati di questi batteri degradatori, suggerendo un legame tra microbiota intestinale e sintomi gastrointestinali. L’indagine apre nuove prospettive terapeutiche, indicando che inibire l’enzima sulfatasi potrebbe rappresentare una strategia efficace per trattare la stitichezza cronica e migliorare la qualità della vita di milioni di persone nel mondo.

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